i dieci comandamenti… oggi, sempre ed ovunque

 

da Inhassoro: festa delle Tavole della legge

Da Inhassoro Caterina Fassio ci manda il resoconto di una settimana particolare nella comunità cristiana della parrocchia di sant’Eusebio:

 – 10 giorni fa abbiamo ricevuto dalla Parrocchia di Santa Ana di Maimelane le Tavole della Legge che da Novembre dello scorso anno stanno visitando tutte le parrocchie e comunitá della nostra Diocesi di Inhambane.
Le Tavole della Legge sono il simbolo che la Diocesi ha scelto per ricordare a tutti i credenti che non possono dimenticare i segni che Mosé ha ricevuto da Dio per poter vivere bene in pace con se stessi  e con gli altri.
È stata l’opportunitá di ripassare i 10 comandamenti per coloro che li avevano studiati tanti anni fa, ma soprattutto l’occasione per poterli conoscere meglio e metterli in pratica.
Ho chiesto a Joana una signora della nostra comunitá: “Cosa sono per te i 10 comandamenti?” e lei  con la sapienza come solo i semplici di cuore possono dare: “sono uno specchio dove posso vedere se la mia vita va verso Dio oppure no”.
Stamattina prima dell’inizio della Messa si é realizzata un processione con le Tavole della Legge fino alla Chiesa Parrocchiale.
La Messa solenne ha segnato l’ultimo giorno della presenza delle Tavole nella nostra parrocchia.
Da domani andranno nella Parrocchia di Mambone per poi ritonare dopo un anno di pellegrinaggio in Cattedrale ad Inhambane per la conclusione dell’anno della Fede. –

Ringraziamo Caterina per questi resoconti di vita comunitaria cristiana che sono anche una esempio per le nostre comunità parrocchiali diocesane. Tutte le comunità cristiane, a qualunque latitudine e in qualunque epoca vivano, sono sempre chiamate ad un confronto quotidiano, concreto e vitale,  con i comandamenti giunti fino a noi tramite le mani di Mosè e del popolo d’Israele prima, e della Chiesa poi.

E le parole dell’amica Joana ci spingano veramente a guardarci in questo "specchio" che non mente sui nostri rapporti con Dio e a rinnovare i legami con tutte le comunità cristiane nel mondo, ma in particolare colle comunità di Maimelane e di Inhassoro dove operano i nostri missionari vercellesi.


 

 

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Quaresima di fraternità 2015

 

 

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Messaggio di Papa Francesco – giornata per la pace 2015

 

"Basta sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo.

Non c’è futuro senza pace"

Se vuoi scaricare il PDF del messaggio del Papa clikka qui

 

 

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Condanna a morte per gli assassini di Mons. Locati

 

Giovedì 6 novembre padre Peter Guyo Malley, un sacerdote cattolico della diocesi di Isiolo (Kenya) e altri quattro complici, sono stati condannati a morte per l’omicidio del vescovo Mons. Luigi Locati avvenuto il 14 luglio 2005.

Mons. Luigi Locati vescovo di Isiolo è stato ucciso, spiega il giudice, a causa dei contrasti con il sacerdote. Il movente dell’omicidio attuato dal presbitero e dai suoi quattro complici sarebbe stato impossessarsi delle donazioni finanziarie della diocesi e avere il controllo delle risorse dopo il ritiro del vescovo, che sarebbe avvenuto entro l’anno.
Secondo il pubblico ministero l’uso improprio dei fondi della diocesi era diventato lo scopo primario di padre Peter Guyo Malley, che, dopo essere stato scoperto da Locati, non voleva accettare di non poter più amministrare i beni della diocesi “a modo suo”.
Nella sentenza il giudice afferma: “Il sacerdote programmò, finanziò, organizzò e reclutò i complici che avrebbero poi eseguito il piano di uccidere il vescovo”.
In realtà, la condanna a morte ha una valenza puramente formale, in quanto in Kenya dal 1987 le pene capitali vengono commutate in ergastolo.
Nella tragedia se ne aggiunge un’altra: al momento della lettura della sentenza, la vecchia mamma di padre Peter cade a terra stroncata da un infarto.

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Tradizionale appuntamento per la Veglia Missionaria alla parrocchia San Bernardo in Vercelli

Veglia Missionaria 2014

Presieduta per la prima volta da mons. Marco Arnolfo, nella sede ormai tradizionale della parrocchia di San Bernardo, per i vercellesi il Santuario della Madonna degli Infermi, sabato 18 ottobre si è tenuta la veglia di preghiera e riflessione in preparazione della Giornata Missionaria Mondiale 2014.

Tanti amici delle missioni, provenienti per la maggior parte dalla città, ma anche numerosi rappresentanti delle parrocchie diocesane si sono trovati ad ascoltare le numerose testimonianze di missionari che hanno scandito il ritmo dell’incontro stesso.

La partecipazione alla celebrazione è stata aiutata dal testo base che è stato distribuito a tutti i presenti; ad animare con il canto la celebrazione stessa era presente la Corale del Belvedere in cui spiccava anche una sezione ritmica condotta con strumenti tradizionali africani da amici immigrati dal Togo, e una semplice ma efficace scenografia che richiamava i simboli della Veglia stessa.

Dopo l’ascolto della parola di Dio la prima ed organica  testimonianza sul tema delle "periferie cuore della missione" è stata offerta ai presenti da padre Gigi Anataloni, attualmente direttore della rivista Missioni Consolata e missionario per anni in Kenya. Con parole vibranti ha ricordato ai presenti il sacrificio continuo dei missionari in tutte le più sperdute periferie del mondo per rendere incessantemente presente la chiamata di Cristo ad ogni uomo, nella sua persona e nella sua storia, nelle sue gioie e nelle sue sofferenze, nelle sue vittorie e nelle sue miserie, affinchè la preghiera del "Padre nostro" sia sempre più vera da qualsiasi angolo della terra possa levarsi.

Sono poi seguite le testimonianze di tre suore di due congregazioni femminili vercellesi che da anni servono in alcune parti del mondo le missioni in prima linea: la Congregazione  della Congregazione delle Figlie di Sant’Antida e la congregazione delle Suore di Loreto. Hanno offerto per prime la loro testimonianza le sorelle delle Suore di Loreto, Suor Maria Luisa, italiana impegnata in Kenya e una sorella keniota, Suor Damaris, che lavora in Italia a dimostrazione, concreta e visiva, che la missione oggi è dappertutto anche se ogni luogo conserva le sue caratteristiche e i suoi problemi tipici, ma in una dinamica di sempre maggior coinvolgimento e globale partecipazione. A seguire la testimonianza dal Ciad di una figlia di Santa Giovanna Antida, Suor Maria Grazia, che ha condiviso coi presenti l’esperienza personale. Essere in missione vuol dire partecipare alla vita della gente, condividerne e caricarsi sulle spalle i problemi soprattutto dei poveri e dei più deboli.

A conclusione di queste testimonianze gli interventi di tre giovani eporediesi, Luca, Valeria ed Agnese, che la scorsa estate hanno visitato le missioni di Maimelane ed Inhassoro in Mozambico, in un viaggio organizzato congiuntamente dai responsabili delle pastorali giovanile e missionaria delle due diocesi di Ivrea e Vercelli.

 

 

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