Commosso addio al Dott. Lino Cossetti

 

Don Franco Givone ricorda il dottor

 Lino Cossetti per gli amici del CMD

Al funerale del Dottor Lino Cossetti, lunedì 15 settembre 2014 in duomo alle ore 9, davanti ai numerosi partecipanti, al termine della concelebrazione presieduta dal parroco, don Giuseppe Cavallone, don Franco Givone ha ricordato il compagno di tanti anni di vita di missione con l’intervento che riportiamo qui di seguito:

LINO COSSETTI – MISSIONARIO LAICO

Ci ha lasciati in punta di piedi, senza disturbare. Esattamente come aveva vissuto.

E’ morto giovedì sera, 11 settembre, nella sua casa di Vercelli il dott. Lino Cossetti all’età di 103 anni.

Dopo una lunga carriera di lavoro come dirigente alla Chatillon di Vercelli, andando in pensione all’inizio degli anni settanta, aveva accompagnato un gruppo di giovani della parrocchia di Santa Maria Maggiore  a visitare la missione di Isiolo e per incontrare i suoi due  ex viceparroci missionari in Kenya : don Luigi Locati e don Pio Bono.

Da quella visita nacque la sua vocazione missionaria. “Se la mia presenza può esservi utile – disse a don Luigi prima di tornare a casa – verrei a stare con voi per alcuni mesi”. Detto a fatto. E quella presenza durò ben quindici anni.

Dovette innanzitutto rinfrescare l’inglese studiato tanti anni prima, con tanto coraggio si cimentò anche con la lingua locale, il swahili, con i bambini della missione come insegnanti.

Doctor Lino, come tutti ad Isiolo lo chiamavano, in breve tempo era diventato una delle figure più conosciute in missione. Il suo primo incarico fu la “creazione” e la direzione del Village Polytechnic (scuola di arti e mestieri).

Ha sempre creduto nella formazione professionale dei giovani come via dello sviluppo di tutta una nazione, e per questo progetto ha dedicato tutto il suo tempo ed anche  non indifferenti somme di denaro.

“Da quando sono arrivato ad Isiolo – diceva Lino con saggia autoironia – ho sempre fatto carriera  al contrario. Ho incominciato come direttore della scuola, sono passato a vice-direttore, poi contabile, magazziniere ed ora sono solo il guardiano. E’ proprio ora di andare in pensione”. Ed è stato proprio così. Il ruolo che ricopriva, doveva essere solo una scuola di formazione per un giovane africano che appena pronto avrebbe preso il suo posto che lui lasciava volentieri per passare a più umili impegni.

Uomo di preghiera e di grande fede, sapeva comunicare ai suoi giovani studenti ed anche agli adulti, il segreto per affrontare le difficoltà quotidiane con grande forza e serenità : iniziare e concludere la giornata di fronte all’altare del Santissimo.

“Se un prete si comporta così – diceva un amico di Isiolo commentando lo stile di vita del dott. Cossetti – lo fa perché è un prete, ma se a vivere così è un laico, è perché vuole testimoniare il suo grande amore per Dio e per gli uomini”

Grazie doctor Lino. Sei stato per noi un grande maestro di vita e di fede.

 

don Franco Givone

                ISIOLO 1974  –    Don Pio Bono – dott. Lino Cossetti – don Luigi Locati – don Franco Givone 

 

 

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la Chiesa di Isiolo celebra i suoi cinquant’anni

Grande ricorrenza in Isiolo

si celebra il 50o dalla fondazione della Missione e della Comunità Cristiana

a cinquant’anni dall’inizio della missione ad Isiolo, divenuta nel frattempo Vicariato Apostolico, grandi celebrazioni per la comunità cristiana: in particolare il 3 agosto si è tenuta una grande celebrazione nella cattedrale in cui sono stati ordinati due nuovi sacerdoti e due diaconi. Ospiti d’onore della celebrazione i due missionari vercellesi che hanno affiancato il defunto mons. Locati nella fondazione della missione di Isiolo: don Pio Bono attualmente missionario in Mozambico nella parrocchia di sant’Eusebio di Inhassoro e don Franco Givone parroco di Gattinara e direttore del nostro Ufficio Missionario.

 
   
  

Don Franco, che ha raggiunto Isiolo dal Mozambico in compagnia di don Pio, ha scritto per noi queste righe:

1964 – 2014. Cinquanta anni di fede. 

Questo è lo slogan che campeggia a caratteri cubitali e dà il benvenuto a chi entra nella cattedrale di Isiolo in Kenya. Cinquanta anni sono passati da quando don Luigi Locati, giovane sacerdote “Fidei Donum” della diocesi di Vercelli, chiede al vescovo di Meru, Mons. Lorenzo Bessone, di trasferirsi ad Isiolo ad iniziare la prima missione cattolica. Da pochi mesi, 12 dicembre 1963, il Kenya aveva ottenuto l’indipendenza dalla Gran Bretagna ed anche la zona sperduta di Isiolo, 25mila kmq. tra savana e deserto, segnata sulle carte militari come “Northern Frontier Districts”, veniva aperta all’opera dei missionari cattolici. Sono dodici i cristiani che don Luigi trova ad Isiolo: “i miei dodici apostoli con i quali abbiamo fondato la prima chiesa”. Nel passare degli anni, tanti sono stati i collaboratori di don Luigi partiti da Vercelli. Le prime furono le suore Figlie di Sant’ Eusebio avvicendate poi dalle Suore di Santa Maria di Loreto. Si sono alternati anche parecchi sacerdoti : don Pio Bono, don Guido Pezzana, don Franco Givone, don Pino Ferrarotti e don Luciano Pasteris.  Anche i laici missionari hanno avuto un grande ruolo ad Isiolo. Ricordiamo il dott. Lino Cossetti, Felice Bagnati e Caterina Fassio.
Elevata a Vicariato Apostolico nel 1995 con Mons. Luigi Locati primo Vescovo – fino alla tragica morte avvenuta il 14 luglio 2005 – la chiesa cattolica di Isiolo nata con i “12 apostoli”, conta ormai più di 35mila fedeli su una popolazione di 130mila abitanti (27,%). Sotto la guida del Vescovo Anthony Ireri Mkobo, i sacerdoti locali sono 18, 11 i religiosi e 45 le suore al servizio di 14 parrocchie in continua espansione.

 

 

 
   
   
   

E’ stata una festa di rendimento di grazie quella che si è celebrata ad Isiolo domenica 3 agosto scorso. Cinque ore di preghiere, canti e tanta gioia. Cinquanta bambini hanno ricevuto il sacramento della Cresima, due coppie di sposi hanno celebrato il loro matrimonio, e sono stati ordinati due diaconi e due sacerdoti. La celebrazione si è poi conclusa con un momento molto emozionante: la benedizione di due lapidi che ricordano colui che ha gettato il primo seme e ha offerto la propria vita per la nascita e la crescita di questa parte del regno di Dio: Mons. Luigi Locati.                           

                                                                      don Franco


 (Per ulteriori notizie su Isiolo, aprire la pagina : Le nostre missioni) 

   
   
   
   
 
 

 

 

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Trofei sportivi per la scuola “Estrela do mar”

Fotoricordo con la Coppa

Da Inhassoro, ed in particolare dalla Scuola "Estrela do Mar", la scuola costruita con i fondi della Cooperazione Italiana e gestita congiuntamente dalla locale Missione e dalle Acli Italiane insieme con le autorità mozambicane, ci giunge questa fotografia che documenta la premiazione di una vittoria in competizioni sportive a livello scolastico dei ragazzi di Inhassoro.

Ci fa piacere portare l’episodio a conoscenza dei nostri amici italiani in questo momento in cui un’altra competizione che ha sempre come protagonista una sfera di cuoio più o meno tecnologizzato ridonda dai nostri mezzi di comunicazione in modo spesso smodato e becero quasi che i destini del mondo dipendessero da come rotola quella fatidica sfera.

Speriamo che, come ad Inhassoro, le competizioni sportive a tutti i livelli continuino ad essere un’occasione di amicizia e di incontro attorno ad un fatto comunque formativo perchè la sana pratica sportiva che vige in tutte le scuole del mondo prepara una vittoria contro degli avversari (vittoria che può anche non arrivare) attraverso ad una serie di vittorie su se stessi che sono poi quello che resta e conta nella vita. Le coppe che si vincono a scuola in genere restano nelle scuole e nessuno se ne impossessa (e si accorge di esse solo chi ogni tanto è chiamato a spolverarle), ma i frutti di quelle gare e di quelle vittorie accompagnano chi vi ha partecipato per tutta la vita.

E vedere una foto come questa ci fa comunque ancora una volta ricordare che viviamo in un mondo davvero globalizzato dove simboli ed i gesti sono ormai un patrimonio comune, ma dove corriamo il rischio di perdere il senso della maggior parte di questi gesti e simboli. Correre allegramente dietro ad una palla in un campo più o meno erboso è quello che che ci insinua certa pubblicità o è quanto fanno i nostri amici di Inhassoro?

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Chierichetti in pellegrinaggio

 Chiusura del mese di maggio ad Inhassoro

la salita al santuario… il percorso lungo la spiaggia…

Caterina Fassio, missionaria fidei donum vercellese ad Inhassoro in Mozambico, ci ha inviato questo breve resoconto di una bella iniziativa di chiusura del mese di maggio.

"Sabato 31 maggio il gruppo dei chierichetti della parrocchia di Sant’Eusebio di Inhassoro ha deciso di concludere il mese mariano con un pellegrinaggio a piedi alla cappella di Sant’ Agostino di Majoho.

I ragazzi hanno recitato il rosario, meditato  5 parabole e cantato volentieri lungo gli 8 km del percorso che si é svolto lungo la spiaggia.

Il Creato era la meravigliosa cattedrale in cui le preghiere si elevavano al cielo e le intenzioni hanno ricordato un po’ tutti, dalle famiglie, ai parenti, agli amici ed ai benefattori.

I pescatori che lavoravano sulle spiagge a ritirare le reti, nel vedere la processione dei ragazzi, rimanevano in rispettoso silenzio e per un momento fermavano il loro lavoro.

Alla Cappella di sant’ Agostino  ad attenderci  c’era don Pio che ha concluso con noi la meditazione dell’ultima parabola e poi cantando siamo tornati tutti a casa in macchina.

Iniziative  semplici come questa aiutano i giovani a fare esperienza di fede e crescere nell’amicizia."

una sosta di preghiera durante il percorso… la meditazione conclusiva di don Pio sul sagrato del santuario

Il santuario non è maestoso come la nostra Oropa e invece che sui sentieri delle nostre montagne si cammina sulle splendide spiagge del Mozambico… ma anche questo ci fa percepire il respiro della Chiesa Universale… e poi tutto si conclude con l’universale foto ricordo davanti al santuario!!!

Grazie Caterina, grazie don Pio e soprattutto grazie ai pellegrini e alla loro simpatia ed amicizia…

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Concluso a Vercelli il Corso Interdiocesano di Formazione Missionaria 2014

Ultimo incontro del Corso Interdiocesano

Venerdì 30 maggio si è tenuto in Seminario a Vercelli l’incontro conclusivo del Corso di Formazione Missionaria 2014.

Come da programma ha tenuto la sua relazione Padre Antonio Rovelli, missionario della Consolata in Uganda. Il tema a completamento del panorama offerto nei tre incontri era quello della teologia africana dopo la teologia latino-americana e la teologia asiatica affrontate nei primi due incontri.

“Teologia africana: per volta il cielo, per altare la terra ”

L’incontro si è aperto con la lettura del documento di Accra dei 1981 (che era stato distribuito ai partecipanti e che alleghiamo qui sotto) e ad esso padre Antonio ha fatto più volte riferimento. Con brio e competenza il relatore ha condotto la sua relazione affrontando in successione i temi della cristologia, dell’ecclesiologia e dell’etica. Il tema dell’inculturazione della fede cristiana è quindi stato il collegamento con i due incontri precedenti del corso. L’esperienza missionaria di padre Antonio ha arricchito ogni accenno o conclusione teorica con una ricchezza di esempi pratici che hanno dato fascino e sostanza a quanto ha trasmesso ai numerosi intervenuti. 

Nel dibattito che è seguito, a poco a poco, l’attenzione si è spostata, e padre Antonio ha contribuito con la briosità e la ricchezza delle sue risposte, dall’iniziale focus sulla situazione africana alla più generale percezione di quanto sempre la fede cristiana debba essere risposta alle situazioni concrete delle persone, delle culture, dei popoli e delle generazioni passate, presenti e future.

Se vuoi scaricare il Documento di Accra clikka qui

Se vuoi scaricare la registrazione audio dell’incontro clikka qui

Se vuoi scaricare gli appunti di Padre Rovelli in formato doc clikka qui
Se vuoi scaricare gli appunti di Padre Rovelli in formato pdf. clikka qui

 

Al momento conviviale che ha preceduto l’incontro con padre Rovelli ha partecipato anche il nostro Arcivescovo Marco Arnolfo. La cosa ha piacevolmente sorpreso tutti i partecipanti e mons. Marco ha anche benedetto la mensa in swahili a testimonianza delle sua esperienze missionarie che ha promesso di continuare… Solo un precedente impegno gli ha impedito di trattenersi per tutta la durata dell’incontro.

 

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