Trofei sportivi per la scuola “Estrela do mar”

Fotoricordo con la Coppa

Da Inhassoro, ed in particolare dalla Scuola "Estrela do Mar", la scuola costruita con i fondi della Cooperazione Italiana e gestita congiuntamente dalla locale Missione e dalle Acli Italiane insieme con le autorità mozambicane, ci giunge questa fotografia che documenta la premiazione di una vittoria in competizioni sportive a livello scolastico dei ragazzi di Inhassoro.

Ci fa piacere portare l’episodio a conoscenza dei nostri amici italiani in questo momento in cui un’altra competizione che ha sempre come protagonista una sfera di cuoio più o meno tecnologizzato ridonda dai nostri mezzi di comunicazione in modo spesso smodato e becero quasi che i destini del mondo dipendessero da come rotola quella fatidica sfera.

Speriamo che, come ad Inhassoro, le competizioni sportive a tutti i livelli continuino ad essere un’occasione di amicizia e di incontro attorno ad un fatto comunque formativo perchè la sana pratica sportiva che vige in tutte le scuole del mondo prepara una vittoria contro degli avversari (vittoria che può anche non arrivare) attraverso ad una serie di vittorie su se stessi che sono poi quello che resta e conta nella vita. Le coppe che si vincono a scuola in genere restano nelle scuole e nessuno se ne impossessa (e si accorge di esse solo chi ogni tanto è chiamato a spolverarle), ma i frutti di quelle gare e di quelle vittorie accompagnano chi vi ha partecipato per tutta la vita.

E vedere una foto come questa ci fa comunque ancora una volta ricordare che viviamo in un mondo davvero globalizzato dove simboli ed i gesti sono ormai un patrimonio comune, ma dove corriamo il rischio di perdere il senso della maggior parte di questi gesti e simboli. Correre allegramente dietro ad una palla in un campo più o meno erboso è quello che che ci insinua certa pubblicità o è quanto fanno i nostri amici di Inhassoro?

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Chierichetti in pellegrinaggio

 Chiusura del mese di maggio ad Inhassoro

la salita al santuario… il percorso lungo la spiaggia…

Caterina Fassio, missionaria fidei donum vercellese ad Inhassoro in Mozambico, ci ha inviato questo breve resoconto di una bella iniziativa di chiusura del mese di maggio.

"Sabato 31 maggio il gruppo dei chierichetti della parrocchia di Sant’Eusebio di Inhassoro ha deciso di concludere il mese mariano con un pellegrinaggio a piedi alla cappella di Sant’ Agostino di Majoho.

I ragazzi hanno recitato il rosario, meditato  5 parabole e cantato volentieri lungo gli 8 km del percorso che si é svolto lungo la spiaggia.

Il Creato era la meravigliosa cattedrale in cui le preghiere si elevavano al cielo e le intenzioni hanno ricordato un po’ tutti, dalle famiglie, ai parenti, agli amici ed ai benefattori.

I pescatori che lavoravano sulle spiagge a ritirare le reti, nel vedere la processione dei ragazzi, rimanevano in rispettoso silenzio e per un momento fermavano il loro lavoro.

Alla Cappella di sant’ Agostino  ad attenderci  c’era don Pio che ha concluso con noi la meditazione dell’ultima parabola e poi cantando siamo tornati tutti a casa in macchina.

Iniziative  semplici come questa aiutano i giovani a fare esperienza di fede e crescere nell’amicizia."

una sosta di preghiera durante il percorso… la meditazione conclusiva di don Pio sul sagrato del santuario

Il santuario non è maestoso come la nostra Oropa e invece che sui sentieri delle nostre montagne si cammina sulle splendide spiagge del Mozambico… ma anche questo ci fa percepire il respiro della Chiesa Universale… e poi tutto si conclude con l’universale foto ricordo davanti al santuario!!!

Grazie Caterina, grazie don Pio e soprattutto grazie ai pellegrini e alla loro simpatia ed amicizia…

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Concluso a Vercelli il Corso Interdiocesano di Formazione Missionaria 2014

Ultimo incontro del Corso Interdiocesano

Venerdì 30 maggio si è tenuto in Seminario a Vercelli l’incontro conclusivo del Corso di Formazione Missionaria 2014.

Come da programma ha tenuto la sua relazione Padre Antonio Rovelli, missionario della Consolata in Uganda. Il tema a completamento del panorama offerto nei tre incontri era quello della teologia africana dopo la teologia latino-americana e la teologia asiatica affrontate nei primi due incontri.

“Teologia africana: per volta il cielo, per altare la terra ”

L’incontro si è aperto con la lettura del documento di Accra dei 1981 (che era stato distribuito ai partecipanti e che alleghiamo qui sotto) e ad esso padre Antonio ha fatto più volte riferimento. Con brio e competenza il relatore ha condotto la sua relazione affrontando in successione i temi della cristologia, dell’ecclesiologia e dell’etica. Il tema dell’inculturazione della fede cristiana è quindi stato il collegamento con i due incontri precedenti del corso. L’esperienza missionaria di padre Antonio ha arricchito ogni accenno o conclusione teorica con una ricchezza di esempi pratici che hanno dato fascino e sostanza a quanto ha trasmesso ai numerosi intervenuti. 

Nel dibattito che è seguito, a poco a poco, l’attenzione si è spostata, e padre Antonio ha contribuito con la briosità e la ricchezza delle sue risposte, dall’iniziale focus sulla situazione africana alla più generale percezione di quanto sempre la fede cristiana debba essere risposta alle situazioni concrete delle persone, delle culture, dei popoli e delle generazioni passate, presenti e future.

Se vuoi scaricare il Documento di Accra clikka qui

Se vuoi scaricare la registrazione audio dell’incontro clikka qui

Se vuoi scaricare gli appunti di Padre Rovelli in formato doc clikka qui
Se vuoi scaricare gli appunti di Padre Rovelli in formato pdf. clikka qui

 

Al momento conviviale che ha preceduto l’incontro con padre Rovelli ha partecipato anche il nostro Arcivescovo Marco Arnolfo. La cosa ha piacevolmente sorpreso tutti i partecipanti e mons. Marco ha anche benedetto la mensa in swahili a testimonianza delle sua esperienze missionarie che ha promesso di continuare… Solo un precedente impegno gli ha impedito di trattenersi per tutta la durata dell’incontro.

 

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A Biella il secondo incontro del Corso Interdiocesano

 

Padre Politi missionario ad Hong-Kong

Venerdì 16 maggio scorso, a Biella presso il Seminario, si è tenuto il secondo incontro del Corso Interdiocesano di Formazione Missionaria. Animatore della serata padre Giancarlo Politi missionario del Pime, missionario per tanti anni ad Hong-Kong, e profondo conoscitore della realtà della Chiesa Asiatica.

Il tema della conversazione era: "Quando lo Spirito precede l’Annuncio". Con un argomento così alto ed impegnativo padre Politi ha analizzato il concetto di "inculturazione" filtrandolo attraverso alla sua esperienza personale sul campo. Si è quindi parlato di liturgia, preghiera, istruzione, servizio informativo che sono realtà essenziali dell’esperienza cristiana nei paesi dell’estremo oriente, dove le comunità cristiane sono piccole minoranze caratterizzate però da una testimonianza ed una vivacità di esperienze particolarmente significative nel quadro complessivo di quei paesi.  

Come sempre l’uditorio, soprattutto nel dibattito finale, si è rivolto all’esperienza di vita del relatore per avere delle risposte non banali o di maniera su problemi complessi quali le realtà sociali e politiche di paesi come la Cina, l’India, il Giappone, l’Indonesia, le Filippine, la Mongolia  che coi loro numeri demografici ed economici sono ormai l’ago della bilancia del mondo intero. Il rischio che si corre è che ci si fermi soltanto a questi dati senza percepire lo spessore e la profondità delle realtà culturali sottostanti che rappresentano la sfida per le comunità cristiane e per l’azione missionaria in questi paesi, oltre che un potenziale arricchimento della Chiesa Universale. Un approfondimento particolare è stato dedicato alla realtà cinese e alla chiesa nazionalista. Padre Politi ha messo bene in luce quali sono le realtà in gioco in questo complesso e delicato problema. 

 

Se vuoi scaricare la registrazione dell’incontro clikka qui

 

 

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iniziato a Novara il corso interdiocesano di formazione

 

La teologia della liberazione e l’esperienza missionaria in Brasile di don Flavio Luciano fidei donum della diocesi di Cuneo

Venerdì 9 maggio, come da programma, nella parrocchia di Santa Rita in Novara si è tenuto il primo incontro del corso interdiocesano di formazione missionaria, incontro dedicato alla Teologia della Liberazione.

Ha guidato la riflessione don Flavio Luciano che per 19 anni ha prestato servizio missionario in Brasile nello stato del Mato Grosso. E proprio da quest’esperienza concreta di vita è stata nutrita la sua ricca e partecipata presentazione della storia della Teologia della Liberazione.

Partendo da una sintetica ma puntuale e documentata storia della Chiesa Latinoamericana del periodo postcoloniale don Flavio ha portato i partecipanti a rivivere la ricchezza degli scambi tra le chiese latinoamericane e i movimenti teologici e le iniziative pastorali che sono state la preparazione del grande evento del Concilio Vaticano II. E proprio nelle intuizioni del Concilio don Flavio ha individuato le origini dell’esperienza ecclesiale da cui è nata come conseguenza naturale la Teologia della Liberazione.

Una teologia che nasceva da un movimento che rinnovava la vita delle comunità cristiane attraverso il servizio profetico di alcuni indimenticati pastori ed un protagonismo entusiasta e partecipato di un laicato che si estendeva fin nelle più remote e povere realtà del continente. 

Le tappe fondamentali di Medellin, di Puebla e poi il riflusso e tutta una serie di resistenze e di incomprensioni dovute principalmente ad una ottica estranea al continente latino americano che voleva separare l’espressione della teologia dall’esperienza ecclesiale che l’aveva generata.

La scelta preferenziale dei poveri che come un fiume carsico attraversa e lega il secolo XX che ha visto la nascita della Teologia della Liberazione ed il secolo XXI che col sogno di papa Francesco per una Chiesa povera per i poveri ci ripropone una teologia che non è mai morta ma ha continuato a sviluppare le sue intuizioni fondamentali per offrirci anche oggi una guida per affrontare le nuove situazioni e le tremende sfide che caratterizzano questo disincantato inizio secolo.

Alla fine dell’esposizione di don Flavio è seguito un ricco e vivace dibattito in cui si sono affrontate anche le ombre che sembravano essersi associate a questa visione ecclesiale e soprattutto ci si è chiesto come oggi gli apporti della Teologia della Liberazione possano guidarci ancora nel rinnovare la vita delle nostre comunità e della Chiesa intera.

 

 
   

Se vuoi scaricare la registrazione audio dell’incontro clikka qui

Se vuoi scaricare gli appunti di don Flavio clikka qui

 

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