I progetti delle Missioni

 

I progetti delle missioni

 

La vita in una missione, come può testimoniare ogni visitatore attento, è di un’intensità incredibile, anche se, per contro, condividendo essa i tempi ed i ritmi del mondo circostante, a volte dà giustamente l’impressione di uno stile di vita più rilassato, saggio e sano di quanto viviamo abitualmente nelle nostre società avanzate con le nostre giornate di stress ed impegni incessanti.

In effetti in missione la vita affronta quotidianamente le necessità di base dei componenti le comunità stesse, e queste necessità sono per la gran parte le necessità elementari del sostentamento e della sopravvivenza di tutti. Normalmente in assenza di emergenze particolari, sia di origine naturale che sociale-relazionale, si tratta di un vivere semplice, essenziale, ancorato ai ritmi della natura e alle caratteristiche dell’ambiente circostante.

Anche in questo quadro di vita naturale ha comunque senso parlare di progetti, nel senso di programmazione del proprio agire in base alla conoscenza dell’ambiente circostante e delle sue caratteristiche, oppure, soprattutto in presenza di emergenze, per cercare di affrontarle nel migliore dei modi a vantaggio della maggior parte delle persone che ne sono coinvolte. E coi loro progetti i missionari cercano di coinvolgere anche le comunità che li hanno "mandati", sia dal punto di vista economico che progettuale e personale.

Il sistema del "sostegno a distanza" o adozioni è un po’ la sintesi e la migliore espressione di questo "lavorare per progetti". I migliori progetti che si possono a tutt’oggi mettere in piedi sono ancora quelli che mettono al centro del progetto delle persone concrete, nel loro ambiente e con le loro concrete possibilità. Quello che nacque 50 anni fa in Isiolo continua ancora oggi là e nelle altre missioni vercellesi che sono seguite. Col sistema del "sostegno a distanza" in Kenya sono nate una moltitudine di scuole che hanno accolto ormai migliaia di alunni e li hanno portati, in parecchi casi alla laurea o ad una competenza professionale riconosciuta e spesa sul territorio a beneficio di tanti.

In Mozambico, in presenza di una situazione scolastica differente rispetto al Kenya, ed anche sulla base delle esperienze ivi compiute, abbiamo oggi lo specifico impegno degli "asili nella foresta" oppure quello dei "convitti" che accolgono parte degli alunni frequentanti le scuole pubbliche, oppure il grande progetto pilota della scuola tecnica  di Inhassoro.

In Bolivia, padre Giuseppe Minghetti, nel portare avanti la sua struttura di accoglienza per l’infanzia abbandonata ed avendo deciso, sulla base delle sue precedenti esperienze che anche i vercellesi hanno avuto occasione di conoscere direttamente a causa della tremenda emergenza del genocidio ruandese, di inserirvi anche dei ragazzi portatori di handicap fisici, a causa dei limiti del sistema di trasporto locale, si vede costretto a progettare per essi, accanto all’hogar, una scuola che deve inserirsi nel sistema scolastico boliviano. Ed ecco sorgere accanto all’Hogar Santa Maria de los Angeles, il "Colegio Santa Maria de los Angeles" che non solo accoglie i ragazzi dell’hogar ma anche tantissimi alunni del quartiere.

Oppure ricordiamo come i tifoni che hanno colpito le missioni di Inhassoro e Maimelane, che da un giorno all’altro hanno costretto a mettere in piedi progetti di ricostruzione di quanto distrutto e come questi progetti, per così dire obbligati dalla natura, abbiano rappresentato, in non poche occasioni, uno sviluppo positivo del preesistente.

Ultimo esempio che possiamo citare, dopo anni di inutili tentativi presso i fornitori locali di energia elettrica, la Missione di Maimelane vede finalmente accolta la sua richiesta di allacciamento alla rete elettrica che pure attraversava da tempo il suo territorio, ed il tempestivo intervento dell’Associazione "Raggi di Sole" che assicura la copertura delle spese dirette di allacciamento, mette in piedi tutta una serie di microprogetti di adeguamento di tutta la missione e delle strutture ad essa collegate per sfruttare questa opportunità che potrà cambiare il futuro di tutto il centro di Maimelane dove questa nuova situazione aprirà con ogni probabilità opportunità economiche e lavorative che parte della popolazione aveva ormai abbandonato.

Tutto questo per dire che accanto al sistema del "Sostegno a distanza" che rimane la base dell’azione e dell’impegno del Centro Missionario Diocesano si sono da tempo avviati, progetti più specifici, rivolti a necessità particolari, a volte ad emergenze, altre a comparsa sul territorio delle missioni di opportunità nuove. Alcuni progetti hanno durata breve, altri sono proiettati nel tempo e genereranno in tempi futuri altri progetti.

Di tanti di essi il Centro Missionario si fa carico, li offre all’impegno e alla solidarietà dei vercellesi e cerca di illustrarli e rendicontarli a tutti anche attraverso le pagine di questo sito.

L’equipe missionaria di Inhassoro

Parte dell’equipe missionaria di Maimelane, manca don Carlo Donisotti, il parroco.


Mons Ireri, l’attuale vescovo di Isiolo, con due suoi "vecchi missionari" vercellesi. Padre Giuseppe Minghetti con un gruppo degli ospiti dell’"hogar Santa Maria de los Angeles".


Comments are closed.