Padre Giuseppe Minghetti lascia la Direzione dell’Hogar ma resta missionario in Bolivia

 

Un nuovo direttore per l’hogar

"Santa Maria de los Angeles"

Da tempo padre Giuseppe Minghetti aveva una preoccupazione più grande delle altre: assicurare un futuro alla sua ultima opera, l’hogar "Santa Maria de los Angeles" da lui creato e diretto negli ultimi 11 anni a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia. Aveva più volte rivolto il suo pensiero alla nostra diocesi sperando di individuarvi il suo successore, ma le condizioni numeriche del nostro presbiterio non lasciavano molte speranze. Alla fine del problema è stata investita l’arcidiocesi stessa di Santa Cruz da tempo proprietaria e responsabile dell’opera stessa. E il lavorio relativo al problema ha portato ad una soluzione interessante in cui la nostra diocesi è coinvolta ma non è l’unica e nemmeno la principale operatrice. Nuovo direttore sarà don Tiziano Scatto, un diacono permanente celibe della diocesi di Venezia, già segretario ed autista di mons. Angelo Scola ai tempi del suo patriarcato veneziano, e con alle spalle parecchi periodi di volontariato sia all’Hogar Santa Maria sia in altri Hogar della città. La diocesi di Venezia sarà anche la principale sostenitrice del progetto sia economicamente che a livello di personale con don Tiziano ed eventuali volontari laici. La diocesi di Vercelli, su esplicita e pressante richiesta di Mons Sergio Gualberti arcivescovo coadiutore della diocesi di Santa Cruz, responsabile delle opere sociali della diocesi stessa, continuerà a sostenere l’hogar a livello economico e con eventuali volontari laici che fossero interessati a questo servizio (contattare questo ufficio per i dettagli).

Il sostegno della diocesi eusebiana all’hogar di padre Minghetti è diventato ufficiale nel 2008. Da allora l’Ufficio Missionario ha inviato dei contributi regolari ed è stato disponibile anche ad alcuni interventi straordinari che lo stesso padre Giuseppe ha a suo tempo sollecitato.

Questo impegno continuerà ed anzi si spera di arricchirlo con una limitata ma mirata ed estremamente importante opera di Sostegno a Distanza. L’iniziativa ha richiesto un certo tempo prima di poter essere ufficializzata proprio per le specifiche condizioni di permanenza dei ragazzi negli hogar boliviani.

E’ sembrato importante concentrare l’inizio degli interventi nel settore dei ragazzi portatori di handicap che sono una parte dei ragazzi presenti all’hogar (normalmente il 20% degli ospiti).

In particolare gli handicappati realmente orfani o abbondonati non hanno praticamente prospettive di vita dignitosa al di fuori dell’hogar. Inoltre molti di essi, entrati negli anni della fanciullezza a far parte della grande famiglia dell’hogar, hanno ormai raggiunto o stanno per raggiungere l’età prevista nei protocolli che regolano i rapporti tra l’hogar ed i servizi sociali locali, in cui dovrebbero essere reinseriti nella società, ma quelli che non hanno una famiglia o almeno qualche parente disposto a farsene in qualche modo carico non hanno assolutamente prospettive.

All’interno dell’hogar si sta pensando da tempo a come risolvere questo problema, ed, al di là delle forme concrete in cui questi problemi potranno trovare una soluzione all’interno o nei paraggi dell’hogar e a cui si dedicheranno almeno in parte gli operatori che già lavorano all’hogar, dal punto di vista della sostenibilità economica delle iniziative che verranno intrapprese, si è pensato a forme di Sostegno a Distanza o se vogliamo a forme di Borse di Studio o Borse Lavoro a seconda dei singoli casi personali.

Chi fosse interessato a partecipare a questa nuova iniziativa contatti nelle forme solite i nostri uffici o consulti le pagine relative al Sostegno a Distanza di questo sito.

  • In particolare per i ragazzi che rientrano nella fascia d’età convenzionata dall’Hogar coi servizi sociali locali (6-16 anni) la quota minima prevista è la stessa che per le nostre adozioni africane (contributo minimo annuo di € 210,00)
  • Per i ragazzi fuori quota (oltre i 16 anni), a seconda delle entità delle cure di cui singolarmente necessitano e che saranno riportate sulle schede informative a disposizione degli sponsor, prevediamo due fasce di sponsorizzazione:
    • La prima con una quota minima annua di 300€  ed
    • una seconda fascia con una quota minima annua di 500€.

 

  • Per i ragazzi non portatori di handicap che al raggiungimento dei 16 anni non avessero nessun parente o struttura in grado di accompagnarne un inserimento dignitoso nella società sono previste:
    • un forma di Borsa Studio che eventualmente lo porti a conseguire un titolo di specializzazione tecnica o una laurea,
    • o, se non studiano, una forma di Borsa Lavoro da erogarsi fino al raggiungimento di una situazione di autonomia che dia garanzie di stabilità.

In entrambi i casi il contributo minimo annuale è fissato a € 500,00

 

 

   
   due momenti di attività all’interno della Clinica: terapie riabilitative ed attività di studio.

 

come www.missio.vercelli.it/versare


Padre Minghetti continua il suo lavoro missionario come responsabile della pastorale presso due grandi chiese della periferia di santa Cruz de la Sierra

Padre Giuseppe si trasferisce presso la chiesa di Valle Sanchez dove ha preparato una casa in grado di accogliere dei giovani orfani che non possono più essere ospitati negli hogar per via dell’età.

 

due immagini della nuova casa in cui si è stabilito padre Giuseppe Minghetti accanto alla chiesa di Nostra Signora del Valle in Valle Sanchez
Padre Giuseppe ci accoglie al portone della sua nuova casa da cui si accede al piccolo cortile interno.
Ulteriori 2 immagini della nuova casa in cui vive padre Giuseppe insieme a tre ragazzi ex-ospiti dell’Hogar da lui fondato.

Il suo impegno pastorale riguarderà anche un’altra chiesa posta nei paraggi e precisamente nel barrio di Terracor dove spera di realizzare un centro di accoglienza diurno per piccolissimi le cui madri povere lavorano in città e che rischiano di finire sulla strada fin dai primi anni di vita.

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