Marcos, un bimbo diventato sordo per le febbri infantili

 

Marcos

Quando ho conosciuto Marcos frequentava l’asilo di Maimelane anche se aveva già sette anni. Era un bambino allegro e vivace che diventava triste quando gli altri bimbi si mettevano a cantare e a ballare. Era infatti sordo.

Era il 2007. Un giorno succede un fatto che mi convince che il ragazzo è comunque intelligente e con molte potenzialità. Avevo cercato di insegnargli a dire qualche parola utilizzando la tecnica che conoscevo, di osservare le mie labbra e porre la sua mano sulla mia gola mentre pronunciavo delle parole. La parola era "agua" ma per quel giorno non c’era stato niente da fare nonostante i ripetuti tentativi. Ma il giorno dopo ho la sorpresa di vedermelo venire incontro radioso e sentirgli faticosamente articolare la parola che il giorno prima ci aveva procurato solo frustrazioni. Inizia una rapporto in cui il ragazzo esprime tutta la sua voglia di imparare e comunicare. Allora decido di contattare la famiglia per avere un quadro completo della situazione. Scopro così che Marco è diventato sordo dall’oggi al domani durante un attacco di febbri infantili. La famiglia è una bella famiglia, unità, con un padre presente e attento ai problemi dei suoi figli. Infatti loro hanno preso sul serio la disgrazia di quel figlio e appena erano riusciti a racimolare i soldi padre e figlio erano andati alla capitale Maputo per rendersi conto dell’entità della disgrazia. Il verdetto è scoraggiante, il bimbo resterà sordo, ma intanto vengono a sapere che a Maputo esiste l’unica scuola per sordomuti di tutto il Mozambico.  Fino a quel giorno però la possibilità di mandare Marcos a quella scuola era rimasta un sogno a causa della loro povertà, e ci si era accontentati dell’asilo di Maimelane.

 

 

 Marcos nel 2008 quando aveva 7 anni

 Marcos col papà nella prima loro casa a Maputo

Davanti alla missione di Maimelane nel 2009

 Ancora Marcos…

La sera prima avevo ricevuto una telefonata da una collega infermiera che mi dice di aver incontrato una dottoressa che con degli amici volevano poter aiutare delle persone senza ricorrere al diffusissimo strumento del sostegno a distanza. Collegare questa richiesta al sogno che mi descrive il papà di poter mandare il suo Marcos alla scuola per sordomuti di Maputo  è immediato e con una serie di telefonate ci si accorda per poter esplorare questa possibilità. A Maputo l’anno scolastico è ormai iniziato ma la scuola permetterebbe di far frequentare comunque il bambino. Il papà parte col figlio e trovata una precaria situazione abitativa in periferia, Marcos inizia ad andare regolarmente alla scuola che è in centrocittà. Gli amici italiani assicurano un aiuto fisso mensile per questa logistica non alla portata delle possibilità della famiglia di Marcos. All’inizio il papà è tutto assorbito da questo compito, accompagna il figlio a scuola, assiste alle lezioni, ritornano a casa, fanno i compiti e le faccende di casa e i giorni passano veloci.

 

 Marcos e il papà studiano insieme  Marcos con un oggetto conosciuto da tanti…
 
 A casa delle suore a Maputo  Nei pressi dell’aeroporto ad accogliere Daniela..

Dopo un paio di anni di risultati scolastici eccellenti si decide di aiutare la famiglia a ricongiungersi. La presenza della moglie con gli altri figli permette al papà di cercare lavoro al punto che, a tutt’oggi, la famiglia è riuscita, pur tra mille difficoltà, ad acquistare un terreno nella periferia di Maputo e ad iniziare a costruirsi una casa per affrancarsi dagli affitti sempre in aumento delle case della capitale. Marcos sta frequentando la quinta classe elementare. Colla famiglia comunica moltissimo anche perchè il papà ha frequentato la scuola per apprendere il linguaggio dei sordomuti usato nella scuola del figlio ed ha coinvolto tutta la famiglia in questo sforzo.

Daniela Zanoni

 

 

 Davanti alla casa delle suore a Maputo nel 2012  foto di gruppo con tutta la famiglia di Marcos, nel 2012 all’aeroporto a salutare Daniela che parte.

 

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