visita a Sagrado Corazon 2013

 

sulle tracce di Gianni Settia

Nel viaggio effettuato da don Franco in Bolivia nell’agosto 2013, il cui scopo principale era una ricognizione delle opere fondate da Padre Giuseppe Minghetti in Santa Cruz, ha trovato posto un viaggio a Sagrado Corazon, circa 2 ore di viaggio, dove da ormai 40 anni riposa il diacono della chiesa vercellese Gianni Settia. Il viaggio è stato interessante soprattutto per gli incontri che si sono potuti fare. Arrivare da Santa Cruz a Sagrado è ormai comodo e facile visto che la strada asfaltata ormai prosegue oltre Sagrado. Al nostro arrivo abbiamo trovato subito il parroco Padre Pedro, un missionario salesiano giapponese molto accoglente e molto alla mano. Sentito che siamo lì perchè amici di Gianni ci parla subito di un suo progetto per una sistemazione definitiva della tomba di Gianni.

Le tre tombe attuali davanti alla chiesa stanno creando qualche equivoco con la gente del posto che pensa che quello spazio sia un cimitero e chiede a volte di esservi seppellita. Per questo padre Pedro vorrebbe spostarle mettendo per i due parroci delle semplici lapidi ricordo nell’atrio della chiesa e per Gianni avrebbe in mente una tomba-monumento nel cortile di accesso all’ospedale che porta il suo nome e che si sta dimostrando, grazie anche all’aiuto di un gruppo bresciano emanazione dell’Operazione Mato Grosso, un’opera vitalissima ed in espansione su tutto il territorio della regione circostante soprattutto nell’assistenza alla maternità, ma anche nella profilassi preventiva e nella medicina infantile. Ed abbiamo la fortuna di incontrare un gruppo di volontari bresciani che vive per alcuni mesi nella casa adiacente all’ospedale e che ci offre il solito sempre gradito, soprattutto in Bolivia, buon "cafesiño" italiano. Parliamo di tante cose, constatiamo ancora una volta che il mondo è piccolo per chi lo gira con un po’ di voglia di incontrarsi, ci scambiamo indizzi ed email e ci diamo appuntamento alla prossima occasione. Riaccompagnamo padre Pedro in parrocchia mentre ascoltiamo le tantissime attività che ha in piedi, tra cui una radio ed una televisione che trasmettono proprio dalla parrocchia. Anche con lui scambio di mail, indirizzi, fabook ecc… ed il proposito di affiancarlo e rimanere in contatto per il progetto che ci ha descritto. Il ricordo di Gianni è ancora vivissimo tra la gente del posto. Se non si fosse fermato lui da solo ad attendere l’arrivo del successivo gruppo dell’operazione Mato Grosso probabilmente quanto iniziato sarebbe andato disperso. Invece il suo sacrificio ha permesso che quanto iniziato più di quarantanni fa attecchisse e si sviluppasse come abbiamo ancora una volta constatato coi nostri occhi e questo il cuore degli abitanti di Sagrado Corazon continua a ricordarlo. Come dire che anche Sagrado Corazon è un po’ missione vercellese… e lo rimarrà sempre. Con negli occhi i visi delle persone incontrate, nelle orecchie le notizie ed i progetti scambiati, e nel cuore il calore di vecchie e nuove amicizie, risaliamo sulla macchina di don Chango e partiamo per Hardeman ultima tappa del nostro viaggio dove speriamo di incontrare l’aquilana Madre Alejandra… ma questa è un’altra storia.

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