prima esperienza di missione….


BRASILE, IL PROFUMO DELLA FELICITA’..

L’autrice del testo in due istantanee scattate a Mogi das Cruces…

 Sono sempre stata affascinata dal progetto di una missione, ma non avevo mai pensato concretamente a realizzarlo; solo quest’anno quest’idea si è fatta più forte in me, e il desiderio di vivere un’esperienza emotivamente più impegnativa mi ha spinto ad andare oltre al solo “pensiero”.
Così il 18 luglio 2013 sono partita  per Mongi das Cruzes, una città a 40 km da San Paolo in Brasile.
La realtà in cui ho vissuto è una comunità dedicata  ai meninos de rua, che accoglie bambini da 0 a 12 anni abbandonati dai genitori. Prima di partire mi ero fatta molte domande su come sarebbe stato, e quando pensavo alla missione mi immaginavo un posto lontano, dimenticato da Dio, triste, sporco, senza alcun confort.

 
l’esterno e l’interno della bella cappella dedicata a Nostra Signora della Tenerezza

Forse ho immaginato troppo, perché nulla di quello che avevo pensato ha rispecchiato la realtà che mi sono trovata davanti. A partire dal luogo: la comunità si trova su una collina in mezzo alla verde, ben lontana dalla città, con immensi prati, alberi, fiori e animali che rendono l’ambiente accogliente e famigliare. Un piccolo angolo di paradiso che Dio ha regalato a quei bambini.
La realtà che si vive ogni giorno non è così distante da quella che vive una comune famiglia italiana. La sveglia suona molto presto per preparare le colazioni per tutta la casa e portare i bambini a scuola; la mattina così come il pomeriggio passa tra faccende casalinghe e giochi con i bimbi. Il vero compito è quello di stare con loro e farli sentire amati.  Ciò che si cerca di trasmettere ai bambini è il profumo della famiglia, della gioia e dell’allegria, e la serenità che loro trasmettono  è uno stimolo per noi, (i volontari che vivono li vengono chiamati zii).

   
Due momenti della "vita di casa" che si svolge nella comunità


Anche tra gli “zii” c’è un clima di fiducia, di voglia di fare, ma non di strafare. L’assenza di giudizio nei confronti degli altri crea un ambiente sereno per vivere e lavorare.
È stato meraviglioso scoprire l’organizzazione della comunità. Nulla è lasciato al caso. I bambini sono seguiti su ogni fronte: c’è chi ha bisogno del logopedista, dello psicologo, del dentista.  Anche in casa l’organizzazione è ottima, ogni bimbo ha il suo compito giornaliero  come: spazzare per terra, lavare i piatti, sistemare la propria camera.
Ciò che mi è rimasto più nel cuore è la fiducia che questi bambini mi hanno dato fin da subito. Conquistare i più piccini non è stato difficile, l’impresa è stata raggiungere il cuore delle adolescenti. E alla fine ci sono arrivata. Sono riuscita a instaurare un rapporto di fiducia, rispetto e amicizia. Mi hanno raccontato i loro piccoli segreti, la loro vita e le loro difficoltà. È stata l’emozione più bella.

Un momento del lavoro nei campi da parte dei ragazzi ospiti della sezione dedicata al recupero dalle tossicodipendenze Al sabato pomeriggio i cavalli allevati nella sezione agricola offrono un bel momento di relax per tutti…

Certo i problemi e le difficoltà ci sono state, soprattutto all’inizio. La preghiera è stata l’ancora della mia esperienza, senza quella sarei tornata a casa dopo una settimana. Qualsiasi difficoltà incontrassi in men che non si dica si risolveva, incredibile!
Lasciarli è stato difficile, ma ciò che mi ha insegnato questa esperienza me lo porterò per sempre nel cuore. La condivisione e il sacrificio sono i valori che si sono rafforzati in me …  Ma anche qui a Gattinara c’è da fare e ora il mio impegno è rivolto alle piccole missioni giornaliere.
“La Carità è la virtù che unisce ogni mano anche se di diverso colore, perché essa ci insegna ad essere fratelli”  (Sr. Rosaria Paxia)
                       

Martina Bertinotti

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