Suor Maria Cristina Bellocchio – Suore della Carità di Santa Giovanna Antida

 

Un’infermiera professionale in Tchad

Suor Maria Cristina Bellocchio è nata a Quistello in provincia di Mantova il 02-07-1937.

La famiglia erano tre sorelle ed un fratello. La mamma è mancata giovanissima ed i suoi parenti si sono occupati di loro.

 

Suor Maria Cristina in due fotoricordo degli anni africani che hanno segnato la sua vita…

 

Entra a 19 anni nel Monastero di Santa Margherita di via Cagna 19. Dopo sei mesi di postulato, entra in noviziato e veste l’abito religioso il 23-03-58.

Nel 1960 fece i primi voti e nel 1966 i voti definitivi.

I primi anni di vita consacrata sono spesi in servizi dedicati ai poveri, prima alla Casa di Riposo di Casale, colle persone psicolabili e poi all’OPN di Vercelli previo conseguimento del diploma di infermiera professionale a Busto Arsizio.

Nel 1975 inizia l’agognata vita missionaria: una tappa in Francia per apprendere la lingua parlata in Tchad meta che viene raggiunta nel 1976. In Francia suor Maria Cristina approfitta  a fondo del soggiorno per aumentare le competenze mediche professionali partecipando ad un corso di ostetricia. In Africa è una delle competenze più importanti e quotidianamente spendibili.

La missione risulta essere  a 100 km di distanza dall’ospedale più vicino per cui nella pratica quotidiana l’ostetrica diventa anche dentista, all’occorrenza anche chirurgo, e intanto entra in contatto per la prima volta con la malaria, con la filariosi, con le ascaridi, con le amebe, con le epatiti virali ecc…

L’ambulatorio affidato a suor Maria Cristina dista ulteriori 60 km dalla missione. Tutte le mattine davanti a questo ambulatorio ci sono più di 100 persone che devono essere essere in qualche modo accudite prima di poter rientrare nel tardopomeriggio tropicale alla Missione.

 

due immagini nell’ambiente di lavoro  e coi collaboratori
due istantanee dell’infermiera in azione….

Sono anni di lavoro intenso, faticoso ma felice, perchè riempie totalmente la vita: corpo, testa, cuore ed anima. Gli aiutanti e compagni di avventura in questa fatica quotidiana sono 2 infermieri africani, uno che si occupa delle medicazioni delle piaghe che sono sempre presenti tra i pazienti, sia per la difficoltà dell’ambiente di vita sia per la la mancanza di igiene. Il secondo infermiere faceva gli esami necessari per dare delle cure adeguate: esami del sangue, delle feci per lottare contro le miriadi di parassiti intestinali che sempre caratterizza chi non ha accesso all’acqua potabile.

Una vita intensa che dura fino al 1993 quando la malattia consiglia un rientro alla Casa Madre per curarsi. Purtroppo questo rientro significa anche l’addio all’Africa dei tropici. Una volta recuperate salute e forze, il servizio riprende a Pray Biellese nel coordinamento delle assistenze a dominiclio. Dal 2001 c’è un ritorno alle origini perchè il servizio è presso l’ambulatorio di san Cristoforo di Vercelli e in iniziative che da esso emanano.

E qui quotidianamente suor Maria Cristina si rende conto che il suo addio ai tramonti africani è stato solo un fatto geografico, quando incontra i molti africani bisognosi che si presentano in ambulario o nei servizi connessi non può non ricordare gli anni passati in Tchad e vedere nei loro occhi il ricordo vivente di quei tramonti indimenticabili, ricordo migliore di ogni fotografia, e questo le ridà uno slancio di che cancella gli acciacchi dell’età e le permette di ritrovare ogni giorno la pienezza di vita di quei giorni riempiendole il cuore di gioia e riconoscenza verso Dio.

 

 

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