30 giugno 2017 – Riunione della Consulta Missionaria sulla Quaresima di Fraternità 2017

 

Convocazione Riunione Consulta Missionaria

Per la sera di venerdì 30 giugno alle ore 21 è convocata, presso i locali del CMD, la riunione conclusiva della Quaresima di Fraternità 2017 con l’assegnazione dei fondi ai vari progetti presentati.

Sarà anche una riunione di valutazione di quanto svolto quest’anno per preparare al meglio ed in sintonia sia l’Ottobre Missionario sia la Quaresima di Fraternità del prossimo anno.

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Incontro regionale dei “missionari fidei donum” a Saint Pierre

 

Giovedì 18 maggio ha visto realizzarsi, presso il priorato di Saint Pierre in val d’Aosta, il secondo incontro annuale dei sacerdoti piemontesi "fidei donum" rientrati temporaneamente o definitivamente dalle missioni.

La giornata si è aperta con una riflessione-dibattito sulla situazione e il ruolo dei sacerdoti "fidei donum" rientrati in diocesi dopo gli anni di missione. A guidare l’incontro don Roberto Melis di Biella nella sua veste di Coordinatore Regionale dei centri missionari. Dopo un momento di preghiera comune il contributo introduttivo alla riflessione l’ha dato l’attuale direttore del CMD di Aosta "fidei donum" in Colombia a Bogotà, Don Ugo Reggiani, ma tanti altri ne sono seguiti in una pluralità di riflessioni, proposte e visioni che ben caratterizzano questi tempi di profondo cambiamento che stiamo vivendo.

Un saluto particolare ai partecipanti è stato rivolto da S.E. Mons. Franco Lovignana, vescovo di Aosta che, al termine dell’interessante dibattito, ha guidato la concelebrazione che ha concluso la mattinata, condividendo coi partecipanti le riflessioni dell’omelia.

Come logica impone un pranzo conviviale a base di specialità valdostane, preparato dal personale del Priorato con particolare competenza e attenzione, ha concluso l’incontro nel migliore dei modi.

 

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Don Luciano Pasteris condivide la sua esperienza ad Inhassoro

 

È il mercoledì dopo la Pasqua. In tutti noi sono ancora vivi i racconti della passione e risurrezione di Gesù a Gerusalemme nella Pasqua di 2000 anni fa… stiamo andando, con il nostro vescovo Don Marco, per celebrare la Messa in un villaggio a una ventina di chilometri da Inhassoro. Don Pio e un seminarista del posto ci accompagnano. Arriviamo al villaggio chiamato San Matteo e… di colpo siamo catapultati a Gerusalemme, sul monte degli ulivi di 2000 anni fa.

I cristiani di S. Matteo, come i discepoli e le folle di Gerusalemme, si sono radunati tutti all’entrata del villaggio e cantano di gioia come vedono arrivare la macchina con il vescovo. Tutti cantano e ballano e gettano fiori bianchi e rossi. Le donne hanno messo 4 o 5 stuoie sul sentiero e vi fanno passare sopra il vescovo e man mano che vi cammina sopra, altre donne raccolgono le stuoie dietro di lui e le riportano davanti ai suoi piedi… e tutti cantano e vi sono grida di giubilo… un nodo mi prende in gola e non riesco più a parlare. Per fortuna ci siamo dimenticati le ostie per la Messa, e così ho una scusa per tornare alla missione con Don Franco e il seminarista per procurare il necessario per la celebrazione eucaristica mentre Don Pio inizia a confessare sotto un albero i ‘discepoli di Gesù’ prima di celebrare col vescovo ‘l’ultima cena’.

Com’è fresca e spontanea, partecipata e piena di gioia la messa qui… anche se non capisci nemmeno una parola dei canti e della maggior parte delle preghiere che si recitano. È vero le orecchie non sono in grado di decifrare il significato delle parole, ma è impossibile non ‘sentire’ la gioia e la fede della gente che scorre come un fiume in piena.

Dopo Messa, prima del pranzo, due dei primi battezzati del villaggio vengono portati a salutare il vescovo. L’uomo anziano (avrà almeno 70 anni), è ormai cieco e viene accompagnato per mano.

Il catechista li presenta al vescovo e dice con orgoglio la data del loro battesimo e il nome del missionario della Consolata che li ha battezzati… come fai a non commuoverti quando vedi con quanta gioia vivono e ricordano l’inizio della loro fede in Gesù?!

Ero venuto a Inhassoro nel 2002 e sono tornado dopo 15 anni. Quanto cambiamento!

La missione si era appena divisa da Maimelane ed era semplicemente un cortile con una casa di lamiera e la chiesa di paglia… eppure questa gente era assetata di fede. E lo si vede e lo si tocca con mano, ora forse più di allora. A Inhassoro l’opera della Chiesa di Gesù non può passare inosservata.

A fine ‘800 a Torino in Valdocco penso sia avvenuto qualcosa del genere. A Inhassoro, in piccolo, nel lontano Mozambico, ho visto ogni mattina più di 800 ragazzi e ragazze entrare nel cortile della scuola professionale. Tutti insieme, alle 7 del mattino cantano l’inno nazionale, e poi dicono il Padre nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre.

La chiesa del Mozambico poco alla volta sicuramente prenderà in mano tante missioni e villaggi e parrocchie… ma qui, con questa scuola, con gli asili, con i tanti progetti e iniziative per i giovani e i catechisti si prepara il domani di questo popolo e di tante famiglie. La Missione qui non dà delle ‘cose’ ma sta preparando le ‘persone’ per una vita migliore. Mi piacerebbe tornare tra una decina d’anni, se il Signore me lo consente, a vedere cos’è capitato in questa lontana ‘Valdocco’… nel frattempo mi impegno, come sono capace da qui, a sostenere la nostra missione in Mozambico.

don Luciano Pasteris

 

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Serata a Biella con Banca Etica

 

Di questi tempi, gli scorsi anni, il nostro sito dava il resoconto delle serate del Corso Interdiocesano Missionaio delle tre diocesi di Biella-Novara-Vercelli. Quest’anno il corso si è ridotto ad una sola serata di cui si è fatto carico il Centro Missionario di Biella. In effetti vari cambiamenti sono sopravvenuti sia a Novara che a Vercelli, don Mario Bandera che per anni era stata l’anima dei vari corsi organizzati ha lasciato, per motivi di salute, la Direzione del CMD, a Vercelli dal 2014 ad oggi i cambiamenti sono stati tanti…

In ogni caso la serata di venerdì 12 maggio scorso ha avuto un’attualità ed una vicinanza tutta particolare. Un funzionario bresciano di Banca Etica ha ripercorso il cammino di questa istituzione che, pur restando una piccola realtà, ha introdotto con un percorso lineare e sempre in crescita, elementi di assoluta novità ed importanza nel campo della finanza mondiale.

I numeri dei risultati conseguiti non sono tali da poter prevedere a breve un riscatto della finanza mondiale dalle secche in cui si è infilata, ma permettono di affermare che un cammino sicuro è stato tracciato… a noi valutare se seguirlo o…continuare a chiudere gli occhi in nome del vetusto "pecunia non olet"…

Mettiamo in calce a questa breve e sintetica notizia alcuni link a materiale messo a disposizione dei partecipanti alla serata.

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Riflessioni in margine al recente viaggio dell’Arcivescovo e di alcuni sacerdoti diocesani nelle missioni vercellesi in Mozambico

Come promesso iniziamo un serie di resoconti, riflessioni, proposte, progetti relativi al recente viaggio dell’Arcivescovo e di alcuni sacerdoti a Maimelane ed Inhassoro le nostre missioni mozambicane. Il primo contributo ci giunge da don Franco Givone, per anni missionario in Kenia a Isiolo e Garbatula, poi direttore del Cum a Verona ed infine Direttore del nostro Centro Diocesano Missionario fino al 2014:

… Ritorno al futuro….

Ritornando, dopo alcuni anni di assenza, a visitare una delle nostre missioni in Africa, ci si accorge subito del grande cammino che i nostri missionari stanno facendo con le loro comunità. E’ come quando si incontra un bambino dopo averlo perso di vista per qualche anno: una crescita incredibile che la mamma, che lo segue ogni minuto, non se ne rende conto. Questa è stata la mia impressione visitando le missioni diocesane di Inhassoro e Maimelane in Mozambico. Una comunità che cresce nella determinazione e nella consapevolezza di essere responsabile del cammino che ha intrapreso. Il missionario, specialmente se proviene dall’estero, sarà sempre una preziosa guida, un “vecchio saggio” prodigo di consigli ma capace di accettare che la sua comunità faccia il suo cammino e le sue scelte (ed anche i suoi sbagli) con la responsabilità di una comunità ormai adulta. Pensando alla mia esperienza missionaria di trenta e più anni fa, mi sono accorto con piacere come l’Africa abbia intrapreso con determinazione il suo cammino verso la vera “indipendenza”. Già duecento anni fa, il grande apostolo dell’Africa, Daniele Comboni, parlava di «salvare l’Africa con l’Africa», frutto della sua illimitata fiducia nelle capacità umane e religiose dei popoli Africani. Questa espressione è stata anche il tema conduttore dei lunghi anni di missione di un altro grande missionario d’Africa, il vercellese Luigi Locati, vescovo di Isiolo in Kenya. Si tratta certo di un cammino lungo e difficile. Noi, figli del vecchio continente europeo, crediamo di essere gli unici capaci di risolvere i problemi del mondo, pronti a sparare a zero contro un popolo che sta ancora curandosi le ferite di una lunga lotta alla ricerca della propria identità.

Questo è il cammino intrapreso dai nostri missionari. Accompagnandoci a visitare i vari villaggi che formano le due grandi parrocchie di Maimelane e Inhassoro, in Mozambico,  (50.000 abitanti in 4.500 kmq) abbiamo incontrato comunità vive, responsabili e consapevoli di essere loro i seminatori della Parola di Dio tra la loro gente. Noi in Italia stiamo lavorando per capire cosa siano le unità pastorali, quale il ruolo dei laici, la collaborazione e la condivisione di responsabilità tra laici e sacerdoti e così via, ma non ci accorgiamo che stiamo confondendo il Discorso della Montagna con una montagna di discorsi. I nostri fratelli africani sanno a mala pena leggere e scrivere, ma ci insegnano a vivere questo messaggio evangelico. Sarebbe però una pura illusione se pensassimo che sono tutte rose e fiori. Anche la Chiesa africana sta vivendo dei momenti difficili alla scoperta della propria identità ma, diciamocelo con un po’ di autoironia : prima che faccia tutti gli sbagli che abbiamo fatto noi in Europa in 2000 anni di cristianesimo, ha ancora molta strada da fare.

 

Vorrei concludere riportando l’invito di un sacerdote africano, François Kabasele:

"Ci avete portato il messaggio di Cristo, cari fratelli dell’Occidente, e questa è una cosa grandissima; non vi ringrazieremo mai abbastanza. Ma voi tradite questo messaggio quando ve ne approfittate per consolidare la vostra dominazione; voi tradite questo messaggio quando ci imponete le vostre concezioni, i vostri modi di pensare, la vostra sensibilità, i vostri modi di espressione, quand’anche fossero diventati cristiani! Se Dio ha attraversato con voi l’impero romano, il medioevo e il rinascimento, oggi attraversa con noi la schiavitù, le lotte di indipendenza, la ricerca della nostra identità. La nostra strada alla ricerca di Cristo non seguirà il vostro stesso tracciato. Noi, popoli nuovi nella Chiesa, dobbiamo essere attenti alla tradizione della Chiesa che è in Occidente; ma, per quanto venerabile sia, essa non può costituire né una regola per noi, né un modello da riprodurre.

Accoglieteci come siamo, dateci la parola, confidate nello Spirito che alita nelle vostre grandiose cattedrali ma anche nelle nostre povere capanne, nelle nostre assemblee e nelle nostre conferenze episcopali, pregate per noi.

                                            don Franco Givone

 

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