Conclusa la Missione Popolare ad Inhassoro

 

Conclusione  della Missione Popolare ad Inhassoro

Caterina Fassio ci invia questo resoconto dalla Missione di Inhassoro:

"Domenica 20 settembre è stato il giorno di chiusura delle Missioni Popolari, è stata una festa, un’ esperienza di Chiesa in uscita, di comunione, di fede per tutta la comunità cristiana.
Questi 10 gg hanno segnato la vita di molta gente, quella dei 35 missionari, (7 sacerdoti redentoristi, 2 suore e 26 laici) che hanno visitato, pregato con la nostra comunità perché il dono della fede nella misura che la si condivide aumenta.
Quella delle famiglie che hanno ospitato gratuitamente i missionari, chi aveva il letto o il materasso lo hanno lasciato per l’ ospite, con semplicità hanno condiviso il meglio che avevano affinché i missionari si sentissero a “casa”.
Ma soprattutto ha segnato la vita della comunità cristiana di Inhassoro, le famiglie visitate che già frequentano hanno rinnovato la loro fede e coloro che avevano lasciato spegnere la “fiamma” è stata l’opportunità per ravvivare e riscoprire la gioia di essere amati da Dio. In  alcuni che non hanno mai frequentato nessuna Chiesa ha suscitato la curiosità e hanno partecipato ad alcune celebrazioni.
Ogni mattina, alle 5.30, i Padri Redentoristi hanno orientato il rosario missionario tra le vie del Bairro e terminavano in una casa di un anziano o di un ammalato con una catechesi sui sacramenti. Era molto presto per permettere a tutti di partecipare prima di andare al lavoro o a scuola.

 Subito dopo la colazione iniziavano le visite alle famiglie fino alle 13. Pranzo e alle 14 ogni giorno c’ era un incontro per i bambini, per i giovani, per le donne.
Alle 17 ogni sera la celebrazione della Santa messa sottolineava un aspetto del tema di queste missioni popolari: l’ Eucarestia.
In tutte le celebrazioni Eucaristiche sono state caratterizzate da un simbolo perché attraverso l’ omelia e un gesto aiutasse a capire la Parola di Dio.

La parabola del seminatore ci ha introdotto all’ importanza della Parola di Dio che è seminata nel cuore di ogni uomo. Ad ognuno  è stato consegnato un seme di mais e dopo l’ omelia tutti sono andati a seminare il seme nella terra buona in un recipiente collocato davanti all’ altare e ritornava al suo banco con un versetto del Vangelo da portare a casa. 

L’Eucarestia che costruisce la Chiesa e la Chiesa trova il suo fondamento nell’ Eucarestia. A tutti il giorno precedente era stato chiesto di portare un ingrediente per fare il pane. Prima di iniziare l’ omelia il sacerdote ha invitato tutti i presenti a collocare ciò che avevano portato per poterlo impastare. Concretamente si è visto l’ importanza della partecipare di tutti, di fare comunione. Il pane dopo la Messa è stato messo nel forno e il giorno seguente lo si è condiviso. Il lievito è la Spirito Santo che dà la vita alla Chiesa.

L’ Eucarestia come segno di riconciliazione con Dio e con i fratelli. Ognuno ha scritto i peccati che segnano negativamente la propria vita e sono stati bruciati nel fuoco con i peccati sociali come la corruzione, l’ odio, i soprusi e la violenza.

Eucarestia centro della vita del cristiano, che attraverso il suo lavoro ottiene il pane quotidiano e lo condivide con chi ne ha bisogno. La gente ha portato gli strumenti del lavoro perché fossero benedetti: le zappe, pentole, i cucchiai delle donne, i libri e i quaderni dei professori e studenti, le reti dei pescatori, a tutti il sacerdote inoltre ha benedetto le mani. Al termine si sono raccolti alcuni prodotti alimentari per i poveri, come segno di solidarietà.

L’ Eucarestia ci unisce a Maria e ai Santi. Dopo la Messa si è realizzata una fiaccolata con l’ immagine della Madonna e si sono collocati i fiori davanti al suo quadro.
Eucarestia che unisce i vivi e i morti. In questa celebrazione si sono ricordati i defunti portando all’ altare i nomi dei propri cari.

L’Eucarestia è l’incontro di coloro che pregano. Si sono benedetti gli oggetti religioni che ognuno aveva portato con sé: un santino, la Bibbia, il rosario, un’ immagine religiosa.

Eucarestia fonte delle nostra salute. In questi luoghi in cui le superstizione e le credenza nella stregoneria sono molto forti, dopo aver legato le mani con un filo, simbolo delle legame con gli spiriti e della paure legate a questa realtà. Davanti alla croce il sacerdote ha bruciato il filo per liberare dalle paure che gli stregoni provocano e i legami con un mondo che è in antitesi con il messaggio di Gesù. Gesù curava gratuitamente e liberava dal peccato e dalle paure.

L’ Eucarestia ci fa un’unica famiglia. Si sono benedette le famiglie, molti hanno portando anche le fotografie dei familiari lontani, qui c’è una realtà di emigrazione molto grande.
Con un frutto diverso che la gente ha portato si è fatta un macedonia, la ricchezza dei carismi rende viva la comunità  e ci fa sentire famiglia.

Eucarestia che si fa Missione e ogni battezzato è chiamato a testimoniare e annunciare la fede in Gesù Cristo. Domenica c’ è stata la messa vissuta solennemente e celebrata con come una festa, ogni rione ha portato un’orma in cui una frase di ciò che si è vissuto durante la settimana. Al termine della Messa è stata benedetta una croce per ricordare la Missione Popolare che è stata collocata nel giardino di fronte alla Chiesa. Ogni volta che passiamo di fronte possiamo ricordarci che l’ Eucarestia deve essere il centro della nostra vita.
 In rappresentanza del vescovo di Inhambane, Padre Sandro Faedi come vicario episcopale, ha invitato l’ assemblea a pregare sempre il Signore perchè rimanga con noi perché  il sole di un nuovo giorno è sorto nella Parrocchia di Inhassoro, la missione non è finita ma inizia ora.
I rappresentanti dei vari quartieri avevano un colore che li caratterizzava e nella messa di domenica si sono mescolati creando un’ arcobaleno di colori.
L’ augurio per tutti coloro che hanno partecipato a queste Missioni Popolari è che possano sentire nel cuore la presenza di Dio, “non ci ardeva il cuore nel petto quando Gesù camminando con noi e ci spiegava le scritture?”

 

 

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