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Don Bergesio ringrazia

Carissimi, giorni fa, in occasione di San Giuseppe, molti di voi mi hanno mandato gli auguri. Ringrazio di cuore. E’ sempre un grande piacere sentire la presenza di amici, anche se lontani.

Quest’anno, in cui ricorre il  50° anniversario della mia missione (con partenza da Genova il 31 / 03 / 1971), i vostri auguri sono risuonati particolarmente forte,  facendomi ripensare al sostegno che tanti di voi mi hanno dato in questi lunghi anni. Devo riconoscere che senza il vostro aiuto non sarebbero venute alla luce molte delle opere realizzate. Chissà se troverò il tempo di fare un riassunto di ciò che è stato attuato in questo mezzo secolo. Ne avreste il diritto di sapere cos’è che “avete fatto”.

Sento forte, quindi, il dovere di  ringraziarvi di cuore. Solo il buon Dio, che ha accompagnato il tutto e naturalmente ha fatto la parte principale, può ricompensare ognuno secondo i suoi giusti meriti.

La mia (nostra) missione continua ancora, per quanto tempo solo Lui lo sa, qui in Africa, dove le cose non sono per niente facili.

I problemi sono molti. La pandemia è solo uno dei tanti. Ufficialmente sono assai pochi, rispetto a voi, i malati e i morti, secondo quello che si sa. Ma se si pensa che i tamponi realizzati si aggirano appena sui circa 1.500 al giorno, e che i vaccini giungono col contagocce, ho l’impressione che la battaglia sia ancora molto lunga.

Avrete anche sentito parlare della guerriglia jihadista che c’è su al Nord del paese. 

Noi qui siamo lontani e al sicuro, ma il problema è grave e complicato. Si stima che siano centinaia i morti e più di mezzo milione gli sfollati dall’inizio delle ostilità.

La Pasqua, che stiamo per celebrare, ci rafforza la speranza di passare al più presto ad una vita migliore (prima qui in terra, ovviamente, e poi Lassù). Facciamo la nostra parte e Lui farà il resto e, anche se tarda un po’, “andrà tutto bene”!

Vi auguro caramente una SANTA  PASQUA (le restrizioni non ci chiudono la mente nè ci bloccano il cuore)!

Don Josè