I Boliviani prendono l’iniziativa…

Kermesse per comprare le nuove

divise scolastiche

 "… tutto è nato dal fatto che a scuola hanno deciso di cambiare l’uniforme ed i nostri bambini ci vanno con quella vecchia perchè i soldi non ci sono: vuoi per le prese in giro da parte dei compagni di classe vuoi perchè si sentono diversi dalla maggioranza, alcuni di loro non volevano più andare a lezione. Bisognava fare qualcosa, ma si trattava pur sempre di comprare un’ottantina di uniformi e non soltanto una, facendo attenzione a far quadrare il bilancio, e si voleva dimostrare che non aspettavamo sempre solo l’aiuto di qualcuno ma che eravamo capaci di rimboccarci le maniche per realizzare i nostri progetti: cogliendo il suggerimento della psicologa, che da fine gennaio lavora qui da noi, si decide di organizzare una manifestazione di raccolta fondi per il 6 aprile, con poco meno di due settimane per realizzarla."

Ecco come, nelle sue "Cronache Boliviane", Marco Zanon, il volontario veneziano in servizio all’Hogar Santa Maria de los Angeses di Santa Cruz de la Sierra, descrive la genesi di questa bella iniziativa…autoctona!

"Il personale ha accolto con entusiasmo la cosa: tutte le donne si sarebbero preoccupate di fare da mangiare mentre due educatori si sono incaricati delle sedie e dei tavoli, don Eliseo e don Claudio si sono offerti per vendere da bere ed io, Marco e l’hermana Maribel (una suora che è entrata da poco nella grande famiglia dell’hogar) ci siamo proposti per il bazar, che è un mix tra mercatino dell’usato ed una pesca di beneficenza."

 
   

"…Poichè la cosa era in favore dei ragazzi, abbiamo pensato bene di coinvolgerli: avrebbero venduto i biglietti della lotteria, durante la giornata si sarebbero esibiti in alcune danze e qualcuno dei più grandi avrebbero aiutato nei compiti che io ed il personale ci eravamo ripartiti, oltre a realizzare uno striscione per l’occasione."

 "…I nostri ragazzi sono stati contentissimi della cosa: avendo avuto un ruolo attivo, l’hanno sentita più loro ed avere un pubblico tutto per loro che li applaudiva è stato il massimo. Alla fine erano distrutti ma si poteva leggere la gioia nei loro occhi. Anche il personale era stanco, come il sottoscritto, ma non potevamo riposare, dovevamo pulire, riportare le nostre cose all’hogar e pensare ai ragazzi: al termine di una giornata così faticosa però c’era la soddisfazione che avevamo giocato di squadra e fatto qualcosa di importante. Un qualcosa che oggi mi permette di dire con un pizzico d’orgoglio che abbiamo raggiunto l’obiettivo: potremo comprare le uniformi per tutti!"

E bravo Marco e bravi tutti quelli dell’Hogar!!! Tanti di questi giorni davvero…

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