Il convegno dei Centri Missionari dell’Italia settentrionale

 

CONVEGNO MISSIONARIO DEI CMD DELLE CHIESE DEL NORD ITALIA

 

Il tradizionale appuntamento dei Centri Missionari delle Chiese del Nord Italia si è tenuto quest’anno a Clusone (BG) dal 15 al 17 giugno, la scelta della località bergamasca è stata fortemente voluta dal responsabile regionale della Lombardia, don Gianbattista Boffi, per onorare la memoria di don Alessandro Dordi, Fidei Donum della Diocesi di Bergamo assassinato vent’anni fa in Perù dai guerriglieri di Sendero Luminoso. La tematica scelta era tanto ostica quanto intrigante, difatti il titolo: “Perseguitati? Mistagogicamente cristiani” inseriva nella realtà della persecuzione verso le comunità cristiane (tutt’oggi presente in diverse parti del mondo) quelle persone che prestano il loro servizio nei CMD, autentici laboratori di una capillare animazione missionaria sul territorio. I lavori sono stati aperti da una relazione di mons. Giacinto Marcuzzo vescovo di Nazareth, il quale, basandosi sulla sua lunga permanenza in Terra Santa e sull’attuale servizio come Pastore della comunità dei cristiani latini di Israele e Palestina, ha presentato le difficoltà che tutt’ora si riscontrano in quell’area. Al di là dei singoli casi citati, il passaggio chiave della sua relazione è stato quello di sottolineare come i vari conflitti mediorientali, in modo particolare quelli che coinvolgono Israele con la Palestina, non sono conflitti religiosi ma legati a ben altri fattori che di religioso hanno ben poco. Accorato anche il riferimento al lento ma inarrestabile esodo che coinvolge queste comunità cristiane che vedono il loro numero diminuire progressivamente per l’emigrazione verso l’Europa e gli Stati Uniti. È toccato poi ad Alberto Bobbio, nota firma di “Famiglia Cristiana”, presentare una realtà evidente quanto ignorata, ovvero: quali notizie arrivano nelle nostre case per ciò che riguarda le molteplici confessioni religiose presenti nelle diverse latitudini e quale informazione noi abbiamo di fronte a situazioni ingarbugliate e complesse come quelle che infiammano vaste aree del globo.  Bobbio ha messo in evidenza come ci sia un dato esiziale per quanto riguarda l’informazione religiosa, ed è legato purtroppo alle semplificazioni che vengono fatte nelle sedi radio-tv e nelle redazioni dei giornali, per restare al dato italiano è fuori discussione che qualunque situazione delicata che si verifica in paesi lontani viene sempre presentata come una contrapposizione tra diversi, senza che venga fatto nessuno sforzo per portare l’opinione pubblica italiana, a capire ciò che accade al di là dell’ombra del proprio campanile. Senza contare poi come a volte la realtà viene narrata inventando i fatti di sana pianta, vedi la ragazza siriana che dalla Siria spediva bollettini che descrivevano ciò che stava succedendo nel suo paese, diventando quindi un riferimento per tutto il popolo della rete, salvo poi scoprire che quella ragazza non esisteva e che i testi lanciati via internet erano redatti da un giornalista americano che se ne stava comodamente a casa sua negli USA.
Nella seconda giornata dei lavori ci sono state tre splendide relazioni: la prima del biblista Roberto Vignolo, il quale ha messo in risalto la dinamica salvifica racchiusa nell’evento della persecuzione e del martirio così come sono narrati dalla Bibbia. La seconda di taglio storico presentata da Alberto Melloni, ha illustrato come la persecuzione e il martirio siano inscindibilmente legati alla missione della Chiesa, infatti, tra l’annuncio del Vangelo e il confronto con la realtà storica ove questo annuncio avviene, porta inevitabilmente la comunità cristiana a misurarsi con il mondo;  in questo scontro a volte essa è perseguitata, ma come purtroppo la storia insegna, talvolta sono stati i cristiani a rendersi responsabili di fatti incresciosi, ciò detto si deve rilevare che a fronte di un miliardo di cristiani presenti nel mondo, almeno duecento milioni di essi vivono in situazioni dove il manifestare la propria fede è un rischio non da poco. Il teologo Massimo Epis ha infine sottolineato il valore testimoniale dell’esperienza cristiana oggi, calandosi nella spiegazione sistematica del cammino mistagogico, ovvero dell’iniziazione ai misteri della fede quale tappa fondamentale per ogni credente, in tal modo egli ha fatto emergere come siano determinanti per il cammino di ciascuno le storie personali che incrociandosi con la cronaca di ogni giorno, diventano il luogo privilegiato di un vissuto di fede e di carità che la comunità cristiana è continuamente chiamata ad onorare nel suo incedere sui sentieri della storia. Come trasporre dal piano della riflessione a quello dell’azione pastorale quanto brillantemente esposto dai vari relatori, è stato l’arduo compito di Maurizio Gervasoni, delegato vescovile per la pastorale della diocesi di Bergamo, il quale ha messo in luce come l’animazione missionaria e l’impegno pastorale devono necessariamente operare una mediazione tra le situazioni di persecuzione che vivono molti cristiani nel mondo e le nostre comunità ecclesiali, un compito non da poco vista l’apatia, l’indifferenza e a volte anche l’ostilità che caratterizza il variegato mondo cattolico nei confronti di altri popoli, altre culture e della missione che sempre più massiccia arriva in casa nostra. Se non si ha il coraggio di fare una chiara scelta di campo, ovvero di stare dalla parte dei poveri, degli esclusi, dei reietti e dei perseguitati, si corre il rischio di ammantarsi di una vernice superficialmente cristiana senza peraltro vivere con coerenza i principi evangelici dell’amore, della misericordia, dell’accoglienza e della fraternità.
Durante il convegno mons. Lino Belotti vescovo emerito e mons. Francesco Beschi vescovo di Bergamo, hanno ricordato sia con testimonianze personali, come nelle celebrazioni Eucaristiche il missionario Alessandro Dordi, Fidei Donum martire che nei giorni del convegno ha rappresentato la folta schiera di missionari che partiti dalle nostre terre hanno offerto la propria vita per il Vangelo e per la dignità della persona umana. Una pagina gloriosa nel grande libro della missio ad gentes italiana che non dobbiamo mai smettere di leggere, meditare e farne memoria.
 

Don Mario Bandera
Direttore CMD Novara

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