L’anno sabbatico di don Carlo Donisotti a Morrumbene

 

Del mio viaggio in Mozambico nel 2011, tra le tante immagini conservate nella memoria spuntano tanti ruderi, tristi ricordi dei lunghi anni di guerra per l’indipendenza e di quelli ancora più tristi e luttuosi della guerra civile che l’ha seguita. Da anni il paese vive in pace ma quei ruderi fanno fatica a sparire, un po’ perchè il paese continua ad essere uno dei più poveri del mondo, un po’ perchè molti dei ruderi sono legati proprio agli anni difficili che abbiamo ricordato e nei confronti dei quali nella popolazione mozambicana c’è una specie di "rimozione", più o meno conscia. (vedi un po’ di storia del Mozambico)

Don Carlo Donisotti conosce la storia del Mozambico, ma non ha avuto esperienza diretta di quegli anni per cui, davanti a certi ruderi, soprattutto se di sua pertinenza in quanto sacerdote e missionario, non ha remore psicologiche e si lascia coinvolgere nel desiderio del recupero e del restauro. "Per dar gloria a Dio nella sua bellezza" dice semplicemente don Carlo.

Al suo arrivo a Maimelane don Carlo aveva trovato la missione, la Chiesa, gli studentati già in buona parte restaurati da chi l’aveva preceduto, mentre il vecchio ospedale non era più di pertinenza della missione ed allora si era dedicato al cimitero. Oggi questa struttura è una delle parti della missione che si visitano volentieri, in quanto in essa c’è qualcosa che riconduce alla "bellezza di Dio" come dovrebbe essere in ogni manufatto di "arte sacra". Forse per qualche mozambicano quello è stato uno "sfidare i fantasmi del passato"… ma adesso la missione e la comunità cattolica hanno un cimitero decoroso. Se un cimitero abbandonato aveva stimolato don Carlo, figuriamoci quando ha scoperto una Chiesa in muratura che andava in rovina. Vedere e decidere di farsene carico sono venuti in logica conseguenza. L’impresa non era facile perchè don Carlo non era proprio sul posto, a Mangonia, ma solo nei paraggi, a Morrumbene, ma alla fine ce l’ha fatta. Per adesso ci ha mandato una sola foto ma speriamo che presto ne arrivino delle altre…

A Morrumbene don Carlo è stato per circa un anno, quando, dopo 12 anni di lavoro a Maimelane, di cui gli ultimi con il solo aiuto delle suore, ha sentito il bisogno di una pausa di riflessione. E’ stato a Morrumbene nel 2015/16, ospite di sacerdoti Fidei Donum della diocesi di Brescia, "a fare di nuovo il viceparroco" dice  ironicamente don Carlo.

Oggi don Carlo è tornato in "territorio vercellese" a Maimelane pronto a dare il suo contributo per le sfide che questa comunità deve affrontantare visti i cambiamenti socio-economici che interessano il suo territorio e che sono stati illustrati da don Giuseppe Bergesio, compagno di avventura di don Carlo, in una precedente news

                                                                             Ceridono Gian Mario 

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