Per i martiri del Kenia

 

 

In nome di Dio vi prego, vi scongiuro,
vi ordino: non uccidete!
Soldati, gettate le armi…
Chi ti ricorda ancora,
fratello Romero?
Ucciso infinite volte
dal loro piombo e dal nostro silenzio.
Ucciso per tutti gli uccisi;
neppure uomo,
sacerdozio che tutte le vittime
riassumi e consacri.
Ucciso perché fatto popolo:
ucciso perché facevi
cascare le braccia
ai poveri armati,
più poveri degli stessi uccisi:
per questo ancora e sempre ucciso.
Romero, tu sarai sempre ucciso,
e mai ci sarà un Etiope
che supplichi qualcuno
ad avere pietà.
Non ci sarà un potente, mai,
che abbia pietà
di queste turbe, Signore?
nessuno che non venga ucciso?
Sarà sempre così, Signore?

 

(David Maria Turoldo)

 

I fatti di questi giorni in Kenia sono così sconvolgenti e le parole di Papa Francesco così precise ed insistenti che non riusciamo ad aggiungere nulla, se non le parole di un poeta che ricorda l’ennesimo martire.

Il Kenia fu la prima missione vercellese e non c’è cuore di vercellese che non frema al sentirne parlare. Oggi dal cuore scendono silenziose lacrime di condivisione e di impotenza… ma il sangue dei martiri conduce, in itinerari misteriosi ed imperscrutabili, alle soglie di quel sepolcro vuoto che abbiamo appena celebrato…. di sicuro la nostra non è indifferenza, solo pochezza e povertà che si fa offerta ed invocazione a Colui che morì per insegnarci a non uccidere!

 

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