una vita sazia di giorni e di grazia…
Gianmario Ceridono
6 Marzo 2026
Senza categoria
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Suor Carmelangela Carlino, nacque a Cigliano (Vc) nel 1927.
All’età di 22 anni, nel 1949, entrò a far parte della congregazione delle Suore Missionarie della Consolata a Torino. Ha trascorso oltre 70 anni in Kenya svolgendo attività di infermiera, insegnante e catechista. Per poter entrare in contatto con la gente parlava benissimo 4 lingue: italiano, inglese, kiswahili e kikuyu .
Coloro che l’hanno conosciuta la ricordano come una donna vivace, attiva, ottimista; un punto di riferimento per molte persone bisognose, soprattutto bambini e bambine che cercavano un aiuto per andare a scuola. Sr. Carmelangela dava loro tempo per l’ascolto e cercava di aiutarli incurante della fatica.
In diversi villaggi è stata infermiera lavorando nei dispensari delle Missioni a quel tempo senza la presenza di medici e dai diari risulta che molte volte passò le notte in bianco per vegliare sui malati più gravi.
Sr. Carmelangela in un diario annota: “A Kerugoia avevo radunato un gruppo di bambini dalla scuola materna ai più grandicelli e avevo insegnato loro dei canti. Mancavano gli strumenti così andai dagli stregoni del villaggio e chiesi loro di regalarmi la pelle degli animali che venivano uccisi in sacrificio. Con le pelli e con le latte di metallo preparai tanti tamburi. Si formò una banda musicale molto apprezzata a tal punto che il vescovo di Nyeri, Mons. Cesare Gatimu mi mandò a chiamare per ricevere con la banda musicale dei bambini un suo ospite importante.
Sempre a Kerugoia ricordo che un vecchio che viveva sulla collina stava morendo e mi mandò a chiamare. Andai ed egli mi raccontò: ‘Ho sognato che dovevo entrare in una grande stanza, ma non mi hanno lasciato entrare e mi dissero che per entrare dovevo avere il vestito bianco’, Dopo aver ascoltato il suo racconto gli chiesi se voleva essere battezzato, lo battezzai e il giorno dopo mori, era pronto per il Signore.”
Sr.Carmelangela ha speso la sua vita per i poveri e soprattutto per la promozione della donna.
Un consorella la ricorda come una vera apostola soprattutto tra le detenute.Settimanalmente si recava nelle prigioni a portare consolazione e conforto con ciò che aveva. Non rimase mai indifferente alle ingiustizie e per salvare una giovane donna innocente condannata a morte andò a intercedere per lei dal Presidente del Kenya Jomo Kenyatta. Poco tempo dopo la donna fu liberata e grande fu la gioia di suor Carmelangela a tale notizia.
Negli ultimi anni della sua vita, già anziana, ha aperto una scuola elementare “Allamano Hope School“ per i bambini poveri nella periferia di Nairobi.
Suor .Carmelangela ha testimoniato con la sua vita quanto San Giuseppe Allamano, fondatore delle suore missionarie della Consolata, ha loro insegnato:” prima santi e poi missionari”.
(Testo di Caterina Fassio)